Rota ex dg Atac: Azienda ingestibile non ha più soldi in cassa

atac

Bruno Rota, ex direttore generale, in Atac c’è rimasto solo tre mesi e si è dimesso dopo avere denunciato una situazione finanziaria ormai «insostenibile», senza ottenere risposte dalla giunta grillina. Lascia
nella Capitale una sfilza di accuse pensantissime contro gli esponenti M5S e soprattutto lasciando la più grande partecipata dei trasporti pubblici del Paese a un passo dal default.

Rota, Atac è in evidente crisi di liquidità. Quando finiranno i soldi in cassa? Qual è la deadline per scongiurare il mancato pagamento degli stipendi? (Chiede Lorenzo De Cicco per Il Messaggero di Roma di oggi)

«Di che stiamo parlando? La deadline è già superata. Qui c’è un’azienda che l’ultima volta è riuscita a pagare gli stipendi nell’ultimo quarto d’ora. È una situazione che deve essere analizzata dal tribunale fallimentare. La quantità di decreti ingiuntivi che ha accumulato è spaventosa…».

Atac rischia l’insolvenza?

«Parlano i numeri. C’è un debito di 325 milioni soltanto con i fornitori. Lo dice l’ultimo bilancio e anche nel 2017 la cifra rimarrà la stessa. Questo fa capire che il rapporto con i fornitori è ormai deteriorato. Non si può migliorare il servizio e fare manutenzione efficace senza comprare i pezzi di ricambio».

Get Sponsored by Big Brands