Cercasi tutor volontari per i baby profughi, nasce la genitorialità sociale

tutor baby profughi

SOS tutor volontari cercasi per partecipare alla soluzione della crisi dei migranti e dei baby profughi che rischia di moltiplicare, in un gioco di specchi, i mal di pancia politici nazionali.

I minori stranieri che raggiungono i nostri porti non possono essere espulsi come i fratelli maggiori in virtù della loro età, ma il limbo in cui vivono in attesa di spegnere la candelina che consentirà di rimandarli a casa li rende fantasmi destinati a rimanere tali a oltranza. Diversamente dall’adozione, per diventare tutore volontario non è necessario essere sposati (il tutore inoltre non convive necessariamente con il minore). Per passare le selezioni ed iscriversi all’albo bisogna essere cittadini italiani, di altri Paesi europei o in regola con la normativa del soggiorno, aver compiuto 25 anni e possedere i requisiti di legge (il modulo e le linee guida si trovano sul sito del Garante dell’Infanzia). Poi c’è un corso di formazione di 24 o 30 ore sul tema immigrazione, gli aspetti giuridici, un background psico-sanitario.

I numeri sono impressionanti: i minori non accompagnati nel 2016 sono stati  il 12% dei migranti  arrivati in Italia. Solo 5 minori su 7.396 sono stati ricollocati nel 2016. Sarebbero 20.000 i tutori volontari di cui l’Italia ha bisogno quest’anno, sulla base dei minori  arrivati nel 2016.

Servizio tratto da La Stampa di Torino di oggi

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