Raffaele Cantone: «Roma bloccata, deve ripartire»

Raffaele Cantone

«La burocrazia blocca ancora Roma. La macchina non funziona, è difficile rintracciare i centri decisionali persino per noi di Anac. Ma, passata la sentenza, non ci sono più scuse: l’amministrazione deve scegliere le priorità e ripartire». Per il presidente di Anac, Raffaele Cantone, la sentenza dell’altro giorno è l’occasione per fare un punto sulla città, oltre che sulla decisione relativa alla mafia.

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Vaccini, torna l’obbligo a scuola. Mercoledì il testo va alla Camera

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IL DECRETO sull’obbligatorietà dei vaccini, approvato ieri in Senato, sarà legge. Mercoledì 26 luglio approderà alla Camera per andare al voto (forse di fiducia) già venerdì 28. Superato lo scoglio di Palazzo Madama, con numeri larghi ma non scontati, il governo potrebbe infatti blindare il provvedimento. Non foss’altro per chiudere definitivamente una discussione incandescente, tra allarmi della comunità scientifica (3.500 casi di morbillo e + 40% di ricoveri da inizio 2017), ordinaria dialettica politica, manifestazioni dei ‘No vax’, disorientamento delle famiglie – anche favorevoli alle vaccinazioni – in vista dei nuovi adempimenti.

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A 25 anni di distanza Paolo Borsellino reclama ancora giustizia

Paolo Borsellino

A rompere per primo il rituale di parole generiche, come spesso sono quelle delle celebrazioni, è lo stesso capo dello Stato e presidente del Csm: «La tragica morte di Paolo Borsellino, insieme a coloro che lo scortavano con affetto, deve ancora avere una definitiva parola di giustizia. Troppe sono state le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verità sulla strage di via D’Amelio», dice Sergio Mattarella presiedendo il plenum in onore del magistrato. Ma l’appello a procedere finalmente in una direzione chiara rimbalza anche nelle parole del vicepresidente, Giovanni Legnini, che parla della necessità di «fare luce piena senza temere lo scorrere del tempo».

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Borsellino, docufilm a 25 anni dalla strage di via D’Amelio domani su Rai1

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Per ricordare i venticinque anni dalla strage di via D’Amelio, proprio nel giorno dell’attentato, domani va in onda su Rai 1 “Paolo Borsellino. Adesso tocca a me” una docufiction co-prodotta da RaiFiction e da Aurora Tv per la regia di Francesco Miccichè, con il racconto degli ultimi 57 giorni di Paolo Borsellino, dalla strage di Capaci a quella di via D’Amelio. Due mesi di lavoro forsennato contro il tempo per tentare di portare a termine l’indagine ereditata dal suo amico Falcone.

Nuovo linguaggio

Il prodotto, che sarà proiettato nelle scuole, porta avanti l’idea di un nuovo linguaggio che in tv avrà sempre più spazio per la capacità di connettere il Paese alle tematiche più urgenti, un ponte immediato tra il veramente accaduto e la fedeltà della ricostruzione, un gran lavoro di interviste, immagini di repertorio, documentazione attenta.

Articolo tratto da La Stampa di Torino di oggi

Cercasi tutor volontari per i baby profughi, nasce la genitorialità sociale

tutor baby profughi

SOS tutor volontari cercasi per partecipare alla soluzione della crisi dei migranti e dei baby profughi che rischia di moltiplicare, in un gioco di specchi, i mal di pancia politici nazionali.

I minori stranieri che raggiungono i nostri porti non possono essere espulsi come i fratelli maggiori in virtù della loro età, ma il limbo in cui vivono in attesa di spegnere la candelina che consentirà di rimandarli a casa li rende fantasmi destinati a rimanere tali a oltranza. Diversamente dall’adozione, per diventare tutore volontario non è necessario essere sposati (il tutore inoltre non convive necessariamente con il minore). Per passare le selezioni ed iscriversi all’albo bisogna essere cittadini italiani, di altri Paesi europei o in regola con la normativa del soggiorno, aver compiuto 25 anni e possedere i requisiti di legge (il modulo e le linee guida si trovano sul sito del Garante dell’Infanzia). Poi c’è un corso di formazione di 24 o 30 ore sul tema immigrazione, gli aspetti giuridici, un background psico-sanitario.

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Il morbillo affonda il Settebello mundial. Aumentano i casi anche in Umbria

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Il morbillo, la malattia infettiva che sta interessando l’Italia (sono mesi che si registra un considerevole aumento dei casi, con le polemiche conseguenti al decreto sull’obbligo vaccinale) fa capolino anche nel mondo dello sport, alimentando ora la preoccupazione tra gli atleti. Il primo dei pallanotisti a contrarre la malattia è stato Gallo, attualmente ricoverato all’ospedale di Siracusa, scrive la Federnuoto in un comunicato pubblicato sul suo sito internet, «per il monitoraggio del quadro clinico e ulteriori valutazioni diagnostiche. Poi l’intera squadra della nazionale di pallanuoto è stata sottoposta ad accertamenti sierologici per l’esclusione di malattie virali. A conclusione degli esami gli atleti Marco Del Lungo e Alessandro Velotto sono stati sostituiti in via precauzionale da Stefano Tempesti – che rientra in azzurro – e da Cristiano Mirarchi».

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