Scoppia la rimborsopoli 5 Stelle, quote mai versate per 2 candidati

rimborsopoli 5 stelle

Scoppia la rimborsopoli 5 Stelle con quote mai versate da almeno due dei parlamentari uscenti e ora ricandidati.«È gravissimo, e sapete che succederà? Nulla, perché i due hanno la rielezione in tasca». A parlare è un parlamentare deluso per aver visto cadere l’ennesimo totem, quello della restituzione di parte degli stipendi che è un impegno sacrosanto per gli eletti M5S. Loro dicono che, se eletti, rinunceranno al seggio, ma tale promessa è di difficile realizzazione anche dal punto di vita pratico.

Allude a due parlamentari uscenti, il deputato Andrea Cecconi, già presidente del gruppo M5S alla Camera, e il senatore Carlo Martelli (famoso per i sandali che non toglie mai) che sono stati pizzicati a non aver versato la loro quota parte degli emolumenti. Messi alle strette e di fronte all’evidenza dei bonifici latitanti hanno versato i soldi mancanti sanando così la propria posizione. I rumors dicono che Cecconi e Martelli non erano gli unici.

Intanto, stando alla dichiarazione di trasparenza depositata dal M5S al ministero dell’Interno lo scorso 19 gennaio, nella parte della dichiarazione in cui vengono descritte le funzioni del capo politico si legge che Di Maio «è domiciliato in Roma, in via del Colosseo». L’indirizzo è anche lo stesso del «legale rappresentante» del Comitato M5S per le elezioni politiche indicato nel modulo per le donazioni sopra i 5 mila euro presente sul Blog delle Stelle.