Sondaggio: oltre 60% si informa sul web e chiede una legge su fake news

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Il 60% della popolazione che naviga in rete ha dichiarato di essere incappato più volte in una fake news, per poi accorgersi nel tempo che si trattava di una menzogna abilmente pilotata.

Per comprendere bene il pericolo, bisogna pensare che per il 62% degli italiani la Rete attualmente è la «principale» fonte per ricercare notizie, segue per il 50% la televisione e solo per il 20% la carta stampata. Ovviamente, una stessa persona utilizza diversi modi per tenersi informato, ma su tutti prevale la Rete in quanto è considerata di facile consultazione e di immediata fruizione.

È interessante notare come l’utilizzo del web in questo settore sia crescente di anno in anno: nel 2016 la percentuale degli italiani che riconoscevano nella rete la loro fonte di informazione prioritaria era il 52%, nel 2015 il 48%. Quindi in appena 3 anni si è registrato un incremento del 14%, il che fa presupporre che nel prossimo triennio queste percentuali continueranno ad aumentare.

Pertanto è inevitabile ritenere che il problema della «falsa comunicazione nel web» sia una delle tematiche che il prossimo governo dovrà approcciare.

I CITTADINI hanno le idee chiare in proposito e il 65% ritiene che, anche se è legittimo che la Rete sia libera da vincoli, non è corretto utilizzare il web per diffondere falsità e quindi c’è bisogno di una legislazione specifica. Il 52% è favorevole alla possibilità di punire con multe o addirittura con il carcere (dipende dalla gravità del contenuto delle fake news) chi genera bufale web, il 55% condivide l’ipotesi di creare un’authority specifica, o meglio un centro di coordinamento, che possa intervenire nei casi in cui una falsa comunicazione possa inquinare la formazione della libera opinione.

Articolo tratto dal Quotidiano Nazionale di oggi

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